Storia dell’arte
art@huber
Lo scopo nobilita l’opera d’arte. Far conoscere Ministat e Tango in ogni estremo del mondo del laboratorio è un obiettivo degno di ogni opera d’arte. La crescente diffusione della ditta Huber è ormai un dato di fatto. I giovani calciatori del VFR Elgersweier, che giocano per il Ministat (con parecchie reti a favore) e il coro del Musikverein Elgersweier, che suonano fortissimo i loro tamburi per il Tango, sono solo due esempi.
Tango fortissimo: Il direttore dell’orchestra di Offenburg, esperto del mondo culturale e “re della voce” nella sede del Consiglio comunale di Offenburg ha interpretato la seconda legge della filosofia tango nel migliore dei toni: “it takes two to tango”, nell’immagine. Se avete già attivato il tono nel vostro portatile, lo potete ascoltare qui.
Friedrich Ruf, il protagonista della pubblicità del Tango in tuta da lavoro (safety first), si è proclamato campione tedesco nella categoria 50- e 65cbcm. Musica per le nostre orecchie – il fragore di questa notizia ci fa impazzire. Ma art@huber ama le sensazioni e l’estetica. Tango piano per chi lo vuole godere:
La persona colta non si pente mai di un piacere. L’incolto non sa nemmeno che cosa sia. (Oscar Wilde). Art@huber racconta la storia della fabbrica Tango, la storia le differenze e le affinità tra il Tango-Alemanno e il Tango Argentino. La mostra composta da sette dipinti di Guy Respaud di 1,3 x 1,3 metri è esposta nel casinò della fabbrica Tango. Le opere d’arte termodinamiche della fabbrica Tango vengono descritte nel manuale di tecnica di regolazione della temperatura. www.temperiertechnik.de e possono essere ammirate su www.huber-online.com ed in migliaia di laboratori in tutto il mondo. Nella seconda galleria (“konkretes”) sono esposti alcuni esempi. Diamo la parola al martello, allo scalpello, alla spatola, al pennello delle arti figurative.
Potete cliccare i links con il bottone sinistro del mouse o trascinare con il destro. Potete cliccare sulle immagini per ingrandirle (scompaiono a secondo clic). E’ possibile anche ordinare Posters della mostra (Nr. 6 – 12)
It Takes Two to Tango
Guy Respaud
La seconda legge della filosofia del tango dice che per ballare il tango bisogna essere in due. Ci vogliono termodinamica e microelettronica per creare un tango. Ci vuole amore per la tecnica dei due partners, fantasia e applicazione e il divertimento è garantito. Secondo l’accordo dell’ Hohen Horn, assolutamente valido se l’ Hohe Horn (534m.sul livello del mare) esiste, il più giovane dei fratelli Huber (Joe) dovrà costruire tutto ciò che il maggiore (Daniel) sarà in grado di vendere e viceversa. It takes two to tango – tutto gira attorno a questa regola.
Il pittore francese Guy Respaud ha creato, anno dopo anno, l’immagine di copertina del catalogo Bioblock Scientific e osservato i successi ottenuti dai laboratori francesi grazie al Ministat e al classico Unistat. Dopo la conquista del mondo del laboratorio con il Tango, non è stato possibile trattenerlo dal raccontare questa storia. La galleria a quattro sezioni nel casinò della fabbrica Tango rappresenta l’apogeo della sua creatività e naturalmente anche della storia del tango. Tuttavia, prima di questo e su suggerimento di Pierre Block (il responsabile del successo della tecnica Huber nei laboratori francesi) Respaud aveva unito e fuso visivamente il Tango-Alemanno con il Tango-Argentino.
It takes two to tango, il primo tema di Guy Respaud ha suscitato grande scalpore nella stampa specializzata. Ciò che colpisce dell’immagine è il solo fatto che il pittore sia riuscito a trovare intuitivamente il punto in cui il tango ha fatto la differenza rispetto alle tecniche conservatrici. L’artista non lo sapeva, Pierre Block non lo sapeva e degli Huber nessuno sapeva cosa i due stessero tramando. Quello che successivamente l’orchestra di Offenburg avrebbe creato, non lo sapevamo –parola d’onore- neppure noi.
Visto che non perdiamo l’occasione per essere patrioti e riaffermare che il Tango viene da Offenburg, il Consigliere Comunale Jess Haberer ha reinterpretato musicalmente assieme al direttore Thomas Berger "it takes two to tango" di Richard Myhill con la collaborazione dell’orchestra cittadina, rappresentandola per la prima volta il 21 maggio 2004 nel palazzo comunale "Reithalle". La massima espressione culturale della storia del tango e contemporaneamente la musica d’attesa nella linea telefonica della fabbrica Tango.
il Tango Eterno – un capolavoro
Kurt Grimm
Opus nostrum nobile esto, utile et bene factum. La nostra opera deve essere nobile, utile e ben costruita. La prima frase principale della filosofia del tango. La fabbrica Tango è un capolavoro d’architettura degli architetti Wilhelm e Antonia Kasten, di Aulendorf. Un ottimo motivo, per non seppellire le fondamenta a 5 metri di profondità. Coerente con l’edificio e la sua destinazione d’uso la prima pietra rappresenta nella parte superiore un Tango scolpito, mentre nella parte inferiore sono custoditi i dati del brevetto, per evitare i malintenzionati. In una capsula di acciaio sigillata W.Nr. 1.4571. Dovrebbe tenere.
Il Tango Eterno, scolpito su pietra da Kurt Grimm si erge nel prato come un essere vivente. La costruttrice Antonia Kasten e il sindaco costruttore Edith Schreiner l’hanno depositato in modo attraente e professionale. Il costruttore Martin Lamm, presidente della Camera degli Artigiani di Friburgo, ha plasmato la malta e, ancora prima che Tango fosse ultimato secondo il suo criterio coreografico, Edith Schreiner è stata nominata Sindaco di Offenburg.
Tango è la base dei grandi Unistat. Opere d’arte termodinamiche che superano i confini della fisicità e sono al di sotto di cento gradi rispetto alla temperatura naturale più bassa di Offenburg. Il Tango Eterno, la pietra dei sapienti, è diventato lo sfondo fotografico del punto più freddo di Ortenau più amato dalle decine di visitatori della fabbrica Tango. La vera prima pietra della fabbrica Tango è, invece, il Tangoclub internazionale, poiché il marmo rompe la pietra e il ferro. Per comprendere i retroscena e la passione del Tango è utile seguire le tematiche proposte dagli artisti in questa serie.
temperiamo e amiamo le curve
Heinz Kaufmann
Curve di rendimento e raffreddamento dal catalogo 1980/81 firmato da Heinz Kaufmann, che durante uno shopping mattutino da „Adler“ ha disegnato il logo di Huber in un sottobicchiere. 1962 - a very old company- . Ma noi sappiamo, che siamo giovani.
Il tratto deciso di Huber non invecchia mai.Il grafico dalle curve sicure, autore della storia di Huber altresì il responsabile del fatto che un’opera d’arte termodinamica del 1981, il Ministat, abbia oggi lo stesso aspetto attuale di venticinque anni fa.
Heinz Kaufmann ha idee chiare sulla forma e la teoria del colore. E’ docente nella scuola superiore di Offenburg, in cui educa casalinghe e avvocati di Ortenau alle forme più selvagge dell’acquarello. L’inventore del logo Huber è anche il fautore della scrittura originale Tango, diventando così un bene culturale del mondo del Tango.
Anticamente il pittore e il ritrattista si inclinavano verso il nudo, come Tomi Ungerer e Günter Grass. E le curve migliorano con l’età, come gli artisti.
Tango - un Omaggio
Beatrice Hasler
Beatrice Hasler è un’artista di encausto, fondatrice del Club Tango svizzero e prima pittrice significativa della storia del Tango. Utilizza le ultimissime tecniche di tempera, applicando alla pittura moderna la vecchia tecnica pittorica.
La pittura a encausto visse il suo massimo splendore nella Grecia classica - molto prima che si inventasse la pittura ad olio. Nel Medioeveo la conoscenza della tecnica si perse e questa artista svizzera l’ha resuscitata dopo l’invenzione del Tango. Quest’opera del 1995 si trova all’inizio della Storia del Tango di Guy Respaud. Questo per la luminosità, la inalterabilità e il nostro amore per le curve. (Curve di raffreddamento).
Ulteriori testimoni della pittura a encausto sono le rappresentazioni mummificate nella sala 62 del Museo Britannico di Londra e di quello nazionale al Cairo, oltre agli affreschi di Ercolano e Pompei. La famiglia Huber possiede opere più recenti. Per la sua forza simbolica il "Tango" di Beatrice Hasler si trova all’ingresso della fabbrica Tango e all’inizio del IV. Act nel manuale della tecnica di tempera.Dopo questa straordinaria e interessante introduzione cediamo il pennello al pittore francese Guy Respaud. La sua Storia del Tango in sette tavole è esposta nel casinò della fabbrica Tango.
Elgersweier
Guy Respaud
Elgersweier, zona meridionale di Offenburg/Ortenau e sede della ditta Huber, luogo di nascita di Tango-Alemanno appare in un documento sulle decime risalente al 3 aprile 1242. 750 anni dopo il Tango inizia la sua conquista globale dei laboratori ad opera del Vescovo di Strasburgo, Berthold von Teck. Citato per la prima volta in un articolo scientifico nell’aprile del 1988. Il pittore francese Guy Respaud, che adora Ortenau e il Tango, ha seguito queste tracce.
La prima opera delle sette che compongono la Storia del Tango mostra il distillatore più comune a Ortenau. Sebbene esistano botti più belle, nessuna è dipinta con tanta maestria e questa ha anche il privilegio di trovarsi nel centro di Elgersweier e indicare ai turisti il cammino al museo regionale e ricordare a tutti che sappiamo distillare. Condizione indispensabile: capire il processo di raffreddamento del Tango.
La fabbrica Tango si trova sommersa in un mare di ciliegi, materia prima per circa 20 distillatori con diritto ereditato a distillare e produrre grappa della Foresta Nera. Quando la Torta della Foresta Nera, specialità della zia Anna, non ha questo sapore, si tratta di un’imitazione. In alemanno le ciliegie si chiamano “Chriese“. A Elgersweier, ma solo qui, le Chriese si chiamano "Tscherissili". Tra le raccapriccianti maschere della regione, quella delle Tscherissili ritratta nel primo quadro risulta simpatica. Condizione indispensabile per le nostre relazioni internazionali.
Con l’approvazione della combriccola dei pazzi delle Tscherissili di Klein Paris (nome che si riferisce alla quinta stagione) i bambini di Elgersweier, ma solo loro, possono cogliere le ciliegie (Chriese, Tscherissili) anche nel giardino del vicino. Se non spezzano i rami e conoscono la parola chiave "Tscherissili dschore". In questo modo si fomenta la leggenda dell’origine francese (Cerises) e gitana (dschore) del nostro sangue. Frivolo, ma anche utile per il nostro export. Dopo l’industrializzazione di Elgersweier il Tango è diventato l’ultimo zingaro di Klein Paris. E con liquido raffreddante nelle vene. Non lo perdiamo di vista.
Radici
Guy Respaud
La pala del mulino batte contro l’acqua del ruscello, clipp-clapp. Nel secondo tema della storia del Tango il pittore Guy Respaud è tornato al sentimentalismo, alle radici emotive ma anche a quelle della tecnica. Una vecchia ruota di mulino del XVI secolo servì nel 1879 alla figlia di un mugnaio, Johanna Derendinger, di Niederschopfheim come dote per fondare l’attuale mulino Huber con il mugnaio Emil Huber di Oberachern. I loro discendenti sono stati maestri mugnai ma anche maestri elettricisti e del freddo. L’ultima ruota ha prodotto energia pulita fino alla fine del XX secolo.
Il ramo termodinamico della famiglia Huber non ha molto a che vedere con la produzione di energia elettrica, piuttosto che con l’utilità della produzione del freddo in modo sostenibile. L’industrializzazione della regione del Reno Settentrionale ha dato luogo alla scomparsa della trota della foresta nera e del salmone del mare del nord. Oggi non è più così. Il primo contributo della ditta Huber al risanamento idrologico è il Rotostat. Brevetto federale e premio Baden-Württemberg all’innovazione. Il Rotosat è un evaporatore a rotazione. Dal punto di vista storico è un cavallo di Troia. Inosservato da successivi seguaci del predecessore del Tango. Il Rotostat usa la metà dell’energia e neanche una goccia d’acqua. Nelle versioni successive del Tango gli Unistat raffreddati ad acqua e gli Unichillers usavano solo 1/3 dell’acqua fredda rispetto alle macchine frigorifere comuni.
L’ineffabile, zelante "tecnica sostenibile" è una definizione alquanto precipitosa, visto che la natura non ha ancora dato una risposta alla questione chiave se la neve del Chilimangiaro appartiene già al nostro passato. E’ invece dimostrabile che l’emissione di fluoroclorocarburi della fabbrica Tango e lo sviluppo di un processo di risparmio energetico sono utili alla sostenibilità. Creatività e qualità che nascono dalla foresta nera, dall’orologio a cucù al Tango-Alemanno, sono sentimentalismi e frivolezza. Ma il pittore ha colto nel segno. Tango non danneggia il buco dell’ozono e il Tango Nuevo è il massimo rappresentante dei termostati “verdi”. Il primo con raffreddanti naturali. La sostenibilità, ovvero la dignità del Tango è intangibile.
Tango Querido
Guy Respaud
Termodinamica e microelettronica - it takes two to tango. La seconda frase della filosofia del Tango dice che bisogna essere in due per ballare il tango. Perchè Tango si chiama così? Il tango è la danza nella quale con massima precisione si raggiunge il valore nominale il più rapidamente possibile ... cinque, sei, sette e in piedi!
La tecnica della conservazione si è evoluta esattamente come il primo bandoneone a tre tasti. Il tutto senza cambiare ritmo, né metodo. Nemmeno la tecnica della temperatura di conservazione è cambiata con i tasti della microelettronica. E’ stato Tango che, con piccole dimensioni e termodinamica propria ha mosso il terreno. Tango può far sudare i migliori termostati e solo il migliore termostato può riportare Tango al Set Point.
Guy Respaud, che non si spaventa davanti a nessun dettaglio, ha colto perfettamente e intuitivamente la caratteristica che rende Tango diverso alla tecnica convenzionale. Il pittore non avrebbe potuto descrivere meglio i presupposti di precisione e reazione di Tango e le ambizioni del suo inventore. Dietro quest’elemento si cela l’intero segreto del perché Tango non esala vapore e né odore. Sul parquet è una questione di deodoranti, sopra o sotto il tavolo del laboratorio non è solo una questione di oli termici (forniti da Huber ) ma della tecnologia, che elimina sul nascere odori e vapori di liquidi costosi.
Non solo gli amanti della tecnica, ma anche i buoni amministratori ad innamorarsi di Tango. Tango è passione e ribellione contro la realtà. E in questa ribellione Tango e i grandi Unistat hanno superato gli hadicaps, i compromessi, le incomodità delle tecniche convenzionali.
Fuoco e ghiaccio - Elementari
Guy Respaud
I grappoli d’uva pendono troppo in alto per godersi un posticino al caldo a cento gradi sotto zero perciò nel punto più freddo di Ortenau può fare veramente molto caldo. Il pittore Guy Respaud ha la capacità di radiografare e una pennellata come una stampante a colori. Ma soprattutto ha il senso della storia e le origini. Il titolo "Fuoco e ghiaccio" indica perché il suo cuore batte per Tango e perché ha dipinto al centro il cuore di Tango con tutti gli elementi principali: pompa, separatore, evaporatore, refrigeratore ad alta temperatura, ventola, corpo refrigerante. Cool. Lo spartito di Astor Piazolla tra il pinguino e la salamandra maculata tocca i toni più profondi e i sentimenti più intensi.
La strega di Offenburg rappresenta un riferimento alle origini di Tango, che viene da Ortenau. Nell’albero genealogico dei termostati un punto importante per differenziarsi dalla concorrenza: la massima temperatura negativa raggiungibile in Offenburg è di -20°C, buona per i polli congelati. Quella degli Unistat si aggira attorno ai -120°C, ovvero cento in meno. Dall’altro lato c’è l’inferno tra 300 e 400°C, come attesta la strega di Offenburg.
Di fronte alla diffusione globale di Tango e dei grandi Unistat tutta la comunità tecnica era paralizzata con i vecchi sistemi di conservazione tra -80 e 300°C. E poi il caos, l’eccitazione. La maschera Tscherissili del primo dipinto ci fa un ghigno.
le radici genetiche
Guy Respaud
Il pittore Guy Respaud è la prima persona ad aver visto l’arcobaleno sul fiume Kinzig da un angolo acuto. Ciò gli ha permesso di intuire la curva limite del liquido congelante nel diagramma h log p, con cui Tango raggiunge le sue migliori prestazioni. Il fiume Kinzig segna il confine tra Ortenberg e Elgersweier: su tutto domina il castello di Ortenberg.
Secondo il filosofo Helmut F. Spinner l’arco del Kinzig a forma di S nella bandiera comunale di Elgersweier rappresentato nel primo quadro è una pazzia. Secondo gli abitanti di Ortenberger dovrebbe conservare le bellezze di Kinzig. Ciò non ha impedito che la co-fondatrice dell’ultima fabbrica Tango abbia fondato anche il ramo termodinamico della famiglia Huber. Secondo il pittore, l’arco di Kinzig ha la funzione di unire sentimentalmente i valori termodinamici e quelli storici di Ortenau. In questo modo ha individuato le radici biologiche della fabbrica Tango.
It takes two to tango. La seconda frase della filosofia Tango dice che per balla re il tango bisogna essere in due. Per esperienza autodidatta questo è anche il presupposto per formare una famiglia che può inventare e diffondere il Tango. Il castello di Ortenberg, in origine scenario per i nostri sogni, viene oggi usato per celebrare matrimoni. Le conseguenze sono sempre imprevedibili. La fondatrice dell’ultima fabbrica Tango, malata di tango, non ha potuto godere dei frutti del suo lavoro. Ma lo spirito buono aleggia sopra tutto. Come l’arcobaleno sul Kinzig.
Thermodinamica
Guy Respaud
L’arte è bella, ma costa fatica. (Karl Valentin). Il pittore ha lavorato alla storia del Tango nove mesi, giorno e notte. La sua gestazione più lunga. Nel frattempo il bollettino settimanale Nr. 103 sugli ingranaggi è diventato un’opera d’arte redatta come una normativa bizzarra. Guy Respaud è perfezionista e visionario, come si può osservare nelle ultime tavole della galleria, ma è anche uno storico e pertanto contrario alla scomparsa ineluttabile delle cose nella pittura.
Costruiamo un Tango. Non è così facile. Questo leone in versi non penserà a van Gogh come al centravanti della nazionale olandese di calcio, anche se la termodinamica non fa parte della formazione. (Schwanitz). "Non ho ancora capito il secondo postulato della termodinamica". E tutti si battono la fronte sospirando"io nemmeno". Nessuna meraviglia che siano in molti ad avere solo mezze verità. Secondo le regole generali della tecnica di conservazione il regolatore più preciso dava automaticamente il miglior termostato. E su questo nessun dubbio. Ma se così fosse, Tango non sarebbe mai nato. L’ottimismo di "quello che può fare Huber, lo posso fare anch’io" è alquanto ingannevole. Il pittore ha resuscitato le insigne e le antichità più elementari della storia del Tango e le ha radunate attorno al nido. Questo contempla dalle sentenze del Governo di Baviera e di quello regionale di Baden-Württemberg, fino al settore privato.
Il leone nell’angolo sinistro, nascosto tra le magnolie è, in realtà, il cane Otto, guardiano della prima fabbrica Tango o Gordy di Neu Windeck. Sulla scia di quelli di Exeter. Vecchio come la Queen's Mum, se contiamo con gli anni canini, ma neanche un capello bianco, fino alla fine. Tutto confermabile dalla prima generazione di soci del Tangoclub. Gli abitanti della zona centro di Offenburg conoscono Otto (Gordy) come il cane, che portava in bocca il guinzaglio. Volere è potere.
La covata nella parte inferiore del quadro rappresenta la seconda generazione della fabbrica Tango, oggi nata e cresciuta per dare nuove ali a Tango.
Plug and Play
Guy Respaud
Davanti alla natura le persone sono tutte uguali, ma non i termostati. Osservato da sotto, diciamo dal bagno, tutte le tecniche di regolazione della temperatura ci sembrano uguali per come si accendono e spengono. Ma c’è un’eccezione. La microelettronica dei termostati Huber si basa sulle costruzioni elettroniche nate dal freddo nel 1979. Da Huber, e non da quelli che si definiscono gli inventori della microelettronica. Da qui nacque, più tardi, la quinta legge della filosofia del Tango: Plug & Play – possiamo riparare tutto. All’altro capo del mondo oppure cinque minuti dalla prossima officina: il vantaggio della tecnica dell’innesto intercambiabile e reciproca, è impagabile. Ovunque, ad ogni altitudine, in ogni tempo.
L’ultimo tema della storia del Tango di G. Respaud si rifà al Tango stesso. La sua microelettronica è una storia a parte e senza paragone (vedi nella seconda galleria l’opera "konkretes"). Questo quadro ci rimanda a uno status generale, ma anche alle piccole, fondamentali differenze.
Il nuovo regolatore Polystat dell’anno 2003, il capolavoro della tecnologia Plug & Play, riassume tutto il significato della ditta Huber, meno il Tango. Proprio come l’artista ha vaticinato dalla prospettiva di Giulio Verne. Guy Respaud ha pensato al fatto che il polipo ha il cervello nel ventre. E’ innegabile che nel 1979 la decisione sulla tecnologia Plug & Play non è venuta solo dal cervello, ma anche dal ventre.
L’era glaciale
Fritz Bleichert
La fede nel Tango muove montagne di ghiaccio e l’artista Vera Eisberg (quattro fermate più avanti) assieme a Fritz Bleichert le sciolgono con la forza dei loro pensieri e colori. * La fantasia è qualcosa che certi nemmeno si immaginano. Il punto più freddo dell’universo è la condensazione Bose-Einstein, quello di Ortenau è la fabbrica Tango, in cui si raggiungono i -120 °C. In questa zona l’artista di Ortenau Fritz Bleichert ha modellato il ceppo "L’era glaciale", con cui si immagina già la prossima glaciazione posteriore all’attuale riscaldamento della terra. In astratto, naturalmente e più in profondità di quanto Huber abbia mai fatto. Come possiamo vedere nella galleria "concreto" tutto è iniziato nella fantasia.
*) Fritz Bleichert è in grado di sciogliere i cuori delle donne più orgogliose e addirittura dell’alluminio. www.f-bleichert.de
Acqua e ghiaccio
Eberhard Stefani
"Acqua e ghiaccio" di Eberhard Stefani e "Fuoco e ghiaccio" (Elementare) di Guy Respaud rappresentano, nel secondo atto del manuale della tecnica di regolazione della temperatura, l’ ouverture alla tecnica del freddo e all’energia. Molto simile alle aziende tedesche del freddo, che portano nella loro immagine corporativa fondamentalmente un pinguino, un orso polare o un cristallo di neve. Ma tutto questo ha poco a che fare con Tango. Il Tango è più di una somma di dettagli e di una semplice tecnica del freddo.
Acqua e ghiaccio è un’opera commissionata a Eberhard Stefani per celebrare un anniversario e un’allusione esplicita. Daddy Cool è un acquario. I conti tornano. I soci del club di danza HochdasBein (inaltolagamba), non pochi quelli nati dalle radici del Tango-Alemanno, sono dell’dea che esistono altre cose importanti oltre al Tango. Tutto qui: il club internazionale di tango è la nostra maggiore istanza.
I due quadri successivi magnificamente incorniciati con "Filetes", appartengono al calendario Tango 2002, edito da Boletin del Tango in collaborazione con Graph Druckula (la leggenda vive). "I Filetes servivano come decorazione di carrozze, di semplici carri merci. Tutti i venditori ambulanti, i lattai, fruttivendoli e venditori d’acqua facevano dipingere i loro carri. Si costruiva una specie di cornice dipinta, i Filetes, che serviva da decorazione, si decoravano i bordi con fiori o con iscrizioni di detti popolari, spesso citazioni da un tango o un titolo di un tango. Era una modalità così diffusa, che tra i Filetes si trovavano testi derivati dalla tradizione popolare orale, il ritornello di una canzone, saggezze, brevi barzellette e talvolta detti di dubbiosa origine". (Jorge Muscia, Boletin del Tango No.25)
Mamma, mi vedi?
Graph Druckula
Jorge Virulazo, l’unico dei cinque figli del famoso padre a seguire la tradizione del Tango. Nella foto un’esibizione con l’alunna Yésica Améndola, 12 anni davanti agli occhi di mamma e parenti. I maestri non cadono dal cielo. Con questo tema così significativo si spiega il valore che attribuiamo alle attività per i giovani e la soddisfazione che procurano. I sei maestri del freddo della fabbrica Tango hanno formato oltre 80 contadini e per due volte conseguito il primo premio regionale.
Calmati: non è un valzer!
Graph Druckula
In dubio pro tango. La struttura del Tango-Alemanno - o Tango-Aleman, come si chiama in spagnolo – è fatta di velocità ma anche di risparmia energie. Descritto con tutti i dettagli nel manuale della tecnica di regolazione della temperatura, il Tango, quello che arriva al cuore, è meno energetico del valzer e del fox, che non risparmiano l’equilibrio, la pompa e i polpacci. L’immagine ottimistica della coppietta sulla Pza. Dorrego è un riferimento al Tango-Argentino come attività che risparmia energie.
No corras, el tiempo no se acaba.
Non correre, il tempo non finisce .
Chi va dritto non fallisce strada
Vera Eisberg
Hanno giurato amore eterno al Tango e sono partiti evidentemente bene. Tanti saluti dal Club del tango. La coppia di tango di Vera Eisberg mostra come il Tango ispira affidabilità e longevità e risparmia energia a lungo termine. Questo perché segue le sue regole e arriva al punto molto prima delle altre cose. La calorimetria a reazione, che non ha tempo da perdere, invia i suoi cordiali saluti. Il "Quadro della scienza" ha preso l’esempio della chimica combinatoria (caso programmato) per spiegare come il fattore tempo sia essenziale per i ladri di gioielli e per l’industria farmaceutica.
Tempo needs tango. Nel frattempo (caso programmato) è diventato una realtà mondiale che Tango e i grandi Unistat sono essenziali per la chimica combinatoria e per la calorimetria a reazione. Chi va dritto non fallisce la strada e il tempo non finisce. Per quanto il tempo convenzionale della tecnica di regolazione della temperatura sia definitivamente finito grazie all’influenza di Tempo.
Potrete trovare altre vere montagne di ghiaccio su: www.vera-kunst.de
dalla testa ai piedi per il Tango
Guy Respaud e Marlene Dietrich
Per motivi evidenti siamo orientati al Tango, dalla testa ai piedi. Così anche gli Unistat e Unichillers, che sono il nostro mondo. E ancora Polystat e Ministat. E niente altro. Marlene Dietrich l’ha cantato per la prima volta e Guy Respaud l’ha dipinta Le gambe di Cécilia, rivestite da nylon trasparente, mostrano lo sguardo pungente e la mano precisa del pittore. Una foto Nix, realismo assicurato. Marlene Dietrich ha esibito il miracolo della chimica (quello della ditta DuPont). Tutte le ragazze di Rio de la Plata e di Kinzig ne hanno un paio o perlomeno un’amica che farebbe pazzie per averne uno.
La ditta DuPont non è l’unica ad amare il Tango. Nel club internazionale del Tango sono rappresentate tutte le industrie chimiche e farmaceutiche.
Cécilia è dipinta da Guy Respaud basandosi su una presentazione di Ineke Stutvoet. La fotografa, malata di Tango, era stata sei mesi alle costole della coppia di Tango nel Club “it takes two to tango“ e “Tango Querido“. Ineke Stutvoet vive a Buenos Aires e la si può contattare su www.ineke-photo.com per complimenti (e ordinazioni).
Infezione da Tango
Helga, Loretta, KiK and GO
Per la comune e conservatrice tecnica di regolazione della temperatura l’infezione da Tango è un quadro clinico che riempie il Club del Tango di ottime sensazioni e si è diffusa a livello mondiale con euforia nei saloni di Tango Argentino, raggiungendo anche Ortenau. Al contrario, non ha intaccato la diffusione del Tango Alemanno, poichè il pericolo di contagio è alto anche ai confini del Club di tango. Alexandra Baumann-Krantz, Redazione "Galerie Ortenau" (sapere sempre, cosa succede) ha descritto in modo divertente il processo di un’infezione da Tango, contagiata da Silke Beba nel "KiK".
Dunque : "Non avete neanche un’idea di quanto sia difficile trovare un uomo per ballare il tango"... Questa deve essere la ragione per la quale il Tango Alemanno è approdato sulla pista dei termostati solo cento anni dopo il Tango Argentino. Come la volpe nel pollaio, perché fino a quel momento nel settore valeva "qualunque cosa suoni, io ballo il valzer". Ma questo è cambiato. E il motivo lo trovate nella seconda galleria "concreto". Se ne avete il tempo...
Le due coppie di tango (fig. 2 e 3), un souvenir di Montmartre, sono di una cara amica, amante del tango. Si tratta di Helga Kneucker (cocomedia@web.de) che mantiene di buon umore il fondatore e il caporedattore di “LaborPraxis“ (dik) – it takes two to tango. Durante viaggi intorno al mondo trova l’opportunità di mantenere di buon umore i fautori del Tango a "Klein Paris". L’infezione del tango si propaga controcorrente, secondo le ultime informazioni. Le coppie di Montmartre compaiono a volte nella fabbrica Tango, a volte nella ex Ihlefeldkaserne, dove Loretta Bös organizza piacevoli serate di Tango Kultur in der Kaserne (KiK).
KiK è l’indirizzo culturale per eccellenza a Offenburg, vicino al galoppatoio, nel quale il Coro Comunale ha rappresentato per la prima volta l’inno, l’internazionale del Club del Tango con i simboli più belli della città sulla porta (fig. 4). “LIBERTA’ – MASCHILE /FEMMINILE“ la significativa scultura di Jonathan Borofsky nella piazza della Costituzione è sempre presente nel programma degli amici internazionali del tango, ai quali questo motto non è indifferente. “it takes two to tango”.
Opere d’arte termodinamiche
art@huber
Non bisogna fidarsi delle intenzioni, neanche di quelle buone e soprattutto non delle proprie (Johannes Gross). Il Club Tango non vive esclusivamente di arte figurativa, come quella che si vede nei musei, ma di opere d’arte termodinamiche che sono nate negli ateliers della fabbrica Tango. I visitatori di questa galleria hanno pensato che l’arte figurativa dei pittori (astratta) li conducesse a quella dei creatori di Tango Ministat-Unistat (concreto). E hanno ragione. E visto che siete arrivati a questo punto, rilassatevi. Adesso viene l’emozione.
seconda galleria "il concreto"

